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Agricoltura biologica: a che punto siamo?

A febbraio del 2025 la Commissione ha presentato un documento dal titolo “A Vision for Agriculture and Food Shaping together an attractive farming and agri-food sector for future generations”, che rappresenta la visione per il sistema agroalimentare europeo al 2040 e oltre e presenta una tabella di marcia per orientare l’azione dell’UE. Nel documento particolare attenzione viene data al tema dell’agricoltura biologica, componente fondamentale che ritroviamo anche nella Politica Agricola Comune (PAC), una delle politiche storiche e più importanti dell’UE che ha l’obiettivo di sostenere gli agricoltori, garantire cibo sicuro e di qualità ai cittadini, tutelare l’ambiente e mantenere vitali le aree rurali. 

Anche nei prossimi anni, la Commissione sarà impegnata a sostenere il settore biologico e la catena del valore per una maggiore competitività con i suoi elevati standard di marchio. Nella futura PAC proposta per il periodo 2028-34, il bilancio dell’UE continuerà a finanziare l’agricoltura biologica e l’innovazione nel settore. Potrà beneficiare della ricerca e del Fondo europeo per la competitività. Accanto al sostegno economico della PAC, l’Unione europea ha costruito nel tempo un insieme di regole chiare e condivise per il biologico. Queste norme, contenute nel regolamento (UE) 2018/848, garantiscono standard di produzione tra i più elevati al mondo, a tutela sia degli agricoltori sia dei consumatori.

Sulla base dell’esperienza maturata nel tempo e nell’ottica della semplificazione, la Commissione intende adattare il regolamento di base al fine di sfruttare appieno il potenziale del settore, per: 

  • Fornire chiarezza agli operatori in merito alle norme in vigore per l’importazione di prodotti biologici, garantendo che i consumatori compiano scelte informate al momento dell’acquisto di prodotti biologici importati da paesi terzi e garantendo una concorrenza leale nel mercato interno; 
  • Evitare potenziali perturbazioni del commercio internazionale di cui beneficia in larga misura il settore biologico dell’UE, posticipando la scadenza dei riconoscimenti di equivalenza con 11 paesi terzi oltre il 31 dicembre 2026;
  • Ridurre una certa complessità dell’attuale quadro normativo;
  • rafforzare la competitività della produzione biologica dell’UE.

Pur mantenendo standard elevati di produzione biologica, queste modifiche creeranno un quadro adatto al futuro per gli agricoltori e gli altri operatori, sostenendo la competitività del settore e la sua capacità di investire, innovare e contribuire alla resilienza economica dell’UE. La semplificazione delle regole per il biologico non riguarda solo la normativa di base. La Commissione europea ha infatti definito una tabella di marcia con ulteriori azioni per rendere il quadro normativo più chiaro e meno oneroso per agricoltori, operatori e amministrazioni. Le misure previste puntano a ridurre la burocrazia e facilitare l’attività quotidiana delle aziende biologiche, ad esempio chiarendo le regole su alcuni prodotti e pratiche, aggiornando gli elenchi delle sostanze utilizzabili e rivedendo alcuni requisiti per l’allevamento, come gli spazi a disposizione degli animali.

Allo stesso tempo, la Commissione intende migliorare il supporto operativo, rafforzare i sistemi informatici e rendere più efficienti i controlli, senza abbassare gli standard di qualità e affidabilità del biologico europeo. L’obiettivo è creare regole più semplici, coerenti e facilmente applicabili, che consentano al settore biologico di crescere, innovare e restare competitivo, mantenendo la fiducia dei cittadini e dei consumatori.
A tale riguardo, sarà effettuato un bilancio delle azioni intraprese e dei risultati conseguiti e la tabella di marcia sarà riesaminata in 18 mesi.

La Commissione ha varato inoltre un piano d’azione dell’UE per lo sviluppo della produzione biologica per il periodo 2021-2026, spingendo gli Stati membri a elaborare le proprie strategie nazionali in materia di agricoltura biologica. Attraverso un approccio globale, mira ad aumentare sia la domanda che l’offerta di prodotti biologici e a migliorare ulteriormente la sostenibilità della produzione biologica.

Il piano d’azione per l’agricoltura biologica comprende tre assi e 51 azioni: 

  • sostenere la domanda di prodotti biologici, 
  • aumentarne l’offerta e 
  • migliorare ulteriormente la sostenibilità della produzione biologica. 

Nel 2026 la Commissione avvierà una consultazione con Stati membri e stakeholder per aggiornare il piano, tenendo conto del contesto economico e delle nuove priorità europee. L’obiettivo sarà garantire continuità alle politiche sul biologico e rafforzarne il ruolo nella futura PAC, nell’innovazione, nella digitalizzazione e nella competitività delle aree rurali. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche agli appalti pubblici, per favorire una maggiore presenza di prodotti biologici in scuole, ospedali e mense pubbliche, riconoscendo il biologico come criterio chiave di sostenibilità.

Guardando al futuro, la Commissione europea propone di rendere il biologico una priorità anche nella prossima PAC, prevedendo aiuti specifici per accompagnare la transizione verso modelli agricoli più sostenibili. Il prossimo bilancio europeo offrirà inoltre nuove opportunità di investimento in trasformazione, logistica, cooperazione, digitalizzazione, formazione e consulenza.
Accanto agli aiuti diretti, l’UE sostiene il biologico anche attraverso la promozione dei prodotti, con 185 milioni di euro stanziati dal 2021, e attraverso iniziative rivolte ai più giovani, come il futuro programma UE per le scuole, che valorizzerà i prodotti biologici nelle mense scolastiche.
Infine, un ruolo fondamentale è svolto dalla ricerca e innovazione: tra il 2021 e il 2025, l’Unione europea ha investito 670 milioni di euro per sviluppare soluzioni innovative a sostegno dell’agricoltura biologica.

Approfondimenti

Sito Commissione Europea