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Bulgaria e Romania aderiscono allo spazio Schengen

Dal 1° gennaio la Romania e la Bulgaria sono entrate a far parte a pieno titolo dello spazio Schengen dopo la revoca dei controlli sulle persone alle frontiere terrestri interne. L’ingresso di entrambi gli Stati membri nell’area Schengen favorirà i viaggi, il commercio e il turismo, contribuendo al rafforzamento del mercato interno.

Contesto

La Commissione ha confermato per la prima volta nel 2011 che sia la Bulgaria che la Romania erano pronte a diventare parte dell’area Schengen. Da allora, questi due paesi hanno continuato a dimostrare di soddisfare le condizioni per diventare membri di Schengen. Dal 31 marzo 2024, i controlli interni alle frontiere aeree e marittime tra Bulgaria e Romania e i paesi dell’area Schengen sono stati già eliminati.

Cos’è l’Area Schengen?

Schengen rappresenta la più grande area al mondo di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne. Garantisce la libera circolazione a oltre 450 milioni di cittadini dell’UE, insieme ai cittadini di paesi terzi che vivono nell’UE o visitano l’UE come turisti, studenti in scambio o per motivi di lavoro (chiunque sia legalmente presente nell’UE).

Schengen è iniziata il 14 giugno 1985, quando l’Accordo di Schengen è stato firmato su un battello fluviale, la Princesse Marie-Astrid, sulla Mosella, tra Lussemburgo, Germania e Francia. L’accordo è stato sottoscritto dai governi di Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Il progetto dell’Unione Europea ha portato Schengen a un livello successivo. Stabilendo il diritto alla libera circolazione nel 1992, sono state poste le basi per uno spazio europeo condiviso. Il quadro dell’Unione ha assorbito tutte le regole di Schengen nel 1997 e ha raggiunto un ulteriore traguardo nel 2007, attuando l’impegno a creare un’“area di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne”. L’area Schengen è l’unica regione al mondo in cui la fiducia reciproca tra paesi vicini è così saldamente stabilita, e il valore della libera circolazione così fondamentale, che i suoi membri hanno scelto di abolire i controlli alle frontiere, impegnandosi a condividere sia i benefici che le responsabilità di questa integrazione senza precedenti.

Oggi, l’Unione Europea conta 27 Stati membri e ne autorizza 26 – tutti tranne l’Irlanda – a cooperare strettamente in tutte le aree coperte dalle regole di Schengen. Inoltre, 4 paesi non appartenenti all’UE sono associati a questo sistema: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

Schengen non riguarda solo i viaggi senza frontiere. Richiede coordinamento sia all’interno dell’area Schengen che con i paesi terzi. Gli Stati Schengen collaborano strettamente in materia di sicurezza e migrazione attraverso una politica comune dei visti, operazioni di polizia congiunte e scambi di informazioni in tempo reale tra le forze dell’ordine, oltre a procedure armonizzate per il rimpatrio di coloro che non hanno il diritto legale di rimanere nell’area Schengen. Sistemi IT all’avanguardia, come il Sistema Informativo Schengen (SIS), aiutano a identificare le minacce e gestire le frontiere, salvaguardando al contempo i diritti fondamentali, inclusa la protezione dei dati.