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Nuove regole per i prodotti, dall’efficienza energetica alla riciclabilità

Il Parlamento Europeo chiede che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti preveda nuove disposizioni in materia di riciclabilità e riparabilità dei prodotti.

Il Parlamento Europeo chiede che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti preveda nuove disposizioni in materia di riciclabilità e riparabilità dei prodotti.

Nel progetto di relazione redatto dalla deputata belga dei Democratici e liberali Frédérique Ries, gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea di ampliare la gamma di prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile. Tale direttiva ha come obiettivo quello di rendere prodotti come caldaie, computer e elettrodomestici più efficienti sotto il profilo energetico fin dalla fase di progettazione.

Progettazione ecosostenibile: l’UE chiede soluzioni più ecologiche

Gli eurodeputati vogliono estendere l’applicazione dei principi della direttiva anche ai telefoni cellulari. Attualmente il consumatore medio europeo acquista un nuovo telefono cellulare ogni due anni. L’estensione della direttiva consentirà di migliorare l’efficienza energetica, che i prodotti siano progettati in modo ottimale e che i metalli rari al loro interno vengano riciclati. Le regole prevedono inoltre che le batterie si possano facilmente rimuovere e sostituire.

Attualmente viene riciclato solo l’1,5% dei metalli rari utilizzati nell’industria dei telefoni cellulari, come tungsteno, cobalto, grafite e indio.

La relazione invita ad andare oltre la sola efficienza energetica e a considerare anche tutti le altre caratteristiche di un prodotto che hanno un impatto sull’ambiente: composizione, durabilità, smantellamento, riparabilità e riciclabilità.

La proposta contribuisce a realizzare la transizione verso un modello economico più sostenibile conosciuto come economia circolare, in cui materiali e prodotti vengono riutilizzati, riparati e riciclati il più a lungo possibile.

L’80% dell’inquinamento ambientale e il 90% dei costi di produzione sono il risultato di decisioni prese nello stadio di progettazione del prodotto.

A luglio 2017 il Parlamento ha adottato una relazione in cui chiede di stabilire degli standard minimi di durata dei prodotti e di affrontare il problema dell’obsolescenza programmata. Si parla di obsolescenza programmata quando un’azienda inserisce dei difetti in un dispositivo in modo che questo si rompa entro un certo periodo di tempo o dopo un predefinito numero di utilizzi.

Cosa significa progettazione ecocompatibile o ecodesign?

Per alcune categorie di prodotti sono previsti dei requisiti minimi relativi al risparmio energetico (specifiche per la progettazione ecocompatibile) senza i quali non è possibile immettere i prodotti sul mercato europeo.

I produttori sono obbligati a ridurre il consumo di energia e altri impatti negativi dei prodotti sull’ambiente fin dalla fase di progettazione. Tutto ciò contribuisce a evitare l’insorgere di ostacoli al commercio, aumentare la qualità del prodotto e migliorare la tutela dell’ambiente.

Attualmente tra i prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva vi sono, ad esempio, caldaie, computer e elettrodomestici.

La politica sulla progettazione ecocompatibile farà risparmiare alle famiglie €490 in bollette energetiche entro il 2020.

Le specifiche per la progettazione ecocompatibile sono completate dagli obblighi in materia di etichettatura energetica dei prodotti.

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