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Proteggere il nostro stile di vita

Il quarto punto del programma della von der Leyen si concentra sullo stato di diritto, le migrazioni, la sicurezza

Lo Stato di diritto

L’Europa è una comunità di diritto. Su questo assunto si fonda il ragionamento programmatico di Ursula von der Leyen. L’Unione europea è un’Europa di parità, di tolleranza, di equità sociale e resterà tale solo se le istituzioni nazionali sapranno difendersi dalle minacce allo Stato di diritto. Questa difesa è in primo luogo di loro competenza, ma le istituzioni europee sanno che è una responsabilità condivisa.

In questo contesto si inserisce la proposta che impegni la Commissioni europea a stendere relazioni annuali proprio sulla situazione della stato di diritto in Europa. L’obiettivo è quello -nella massima trasparenza- di cooperare alla protezione dello stato di diritto, con risposte efficaci e proporzionate. Per Urusla von der Leyen la difesa dello stato di diritto è così importante da appoggiare la proposta di renderlo una parte integrante del prossimo quadro finanziario pluriennale.

Non possiamo scendere a compromessi nella difesa dei nostri valori fondamentali

Le migrazioni

Per quanto riguarda l’immigrazione, il primo punto riguarda un nuovo patto su migrazioni e asilo, con il rilancio della riforma delle procedure di Dublino.

Il piano si muove su due fronti: rafforzare da un lato l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, per garantire sicurezza e frontiere esterne forti, dall’altro introdurre un sistema europeo comune di asilo.

Per avere frontiere stabili si intende anticipare dal 2027 al 2024 la data in cui Frontex potrà disporre di un corpo permanente di 10.000 guardie costiere. Gli Stati membri più esposti ai fenomeni migratori, inoltre, hanno bisogno di un aiuto adeguato da parte degli altri paesi. Moralmente l’Unione europea ha il dovere di aiutare i rifugiati che fuggono dalle persecuzioni e di salvare le vite umane in mare, attraverso un piano sostenibile di ricerca e salvataggio.

Frontiere solide e accoglienza comune permetteranno allo spazio di Schengen di tornare a funzionare pienamente e daranno modo di preparare il terreno per un suo possibile allargamento.

L’Unione europea si deve assumere anche la responsabilità di coloro che giungono in Europa a partire dai loro paesi d’origine. La cooperazione internazionale, anche con i paesi di transito, deve migliorare le prospettive dei giovani in termini di istruzione, competenze, infrastrutture, crescita e sicurezza dei paesi d’origine.

Serve diplomazia, sviluppo economico, stabilità, sicurezza e corridoi umanitari. Allo stesso modo serve una chiara politica e un aggiornamento delle norme in materia di rimpatrio per chi non è ammissibile alle protezioni.

Le persone non scelgono di abbandonare le loro case. Lo fanno perchè ritengono di non avere alternative

La sicurezza

Il principio della sicurezza dei cittadini è nuovamente confermato in questo ultimo paragrafo. Si rinnova la necessità di una maggiore cooperazione transfrontaliera per combattere il terrorismo. Ursula von der Leyen si spinge oltre e propone maggiori poteri e autorità alla Procura europea che dovrebbe poter individuare e perseguire il terrorismo transfrontaliero.

Uno degli elementi per combattere il terrorismo è la lotta alle fonti di finanziamento e al riciclaggio di denaro sporco.

Infine è necessario un quadro più forte per proteggere i cittadini e il mercato unico all’interno dell’unione doganale. La proposta riguarda un pacchetto integrato per rafforzare la gestione dei rischi doganali e controlli efficaci da parte degli Stati membri.

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