La Commissione ha pubblicato la sua sesta relazione annuale sullo Stato di diritto, che esamina gli sviluppi in materia di Stato di diritto in tutti gli Stati membri. Si tratta della prima relazione nell’ambito del nuovo mandato della Commissione. Consolida il proficuo impegno con gli Stati membri sulla base di un approccio preventivo e basato sul dialogo per rafforzare lo Stato di diritto ed è un importante incentivo per le riforme.
La relazione sullo Stato di diritto e il ciclo annuale sullo Stato di diritto contribuiscono alla resilienza della democrazia, della sicurezza e dell’economia europee in un contesto globale in cui il rispetto dei diritti fondamentali e dei sistemi democratici è sempre più sotto pressione. È pertanto essenziale che l’UE riaffermi il suo impegno a favore dello Stato di diritto e adotti misure concrete per promuoverlo e difenderlo, nel nostro continente e in tutto il mondo. Come nel 2024, la relazione non riguarda solo 27 Stati membri, ma comprende anche quattro capitoli per paese dedicati agli sviluppi in Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.
La relazione di quest’anno conferma che vi è una traiettoria positiva in molti Stati membri, in quanto sono state portate avanti importanti riforme nei quattro settori chiave oggetto della relazione: giustizia, lotta alla corruzione, libertà dei media e bilanciamento dei poteri istituzionali. Sebbene in alcuni Stati membri permangano sfide e in alcuni casi la situazione sia grave, l’impegno generale con il processo rimane forte e gli Stati membri hanno dato seguito, in tutto o in parte, a un numero considerevole di raccomandazioni del 2024.
Il rispetto dello Stato di diritto è essenziale anche per attuare politiche che promuovano la competitività attraverso il mercato unico e consentano ai cittadini di partecipare attivamente sia alla società che all’economia. Lo Stato di diritto è una considerazione importante per le imprese che operano a livello transfrontaliero. Le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, hanno bisogno di un contesto economico stabile e prevedibile. Come indicato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen, la relazione di quest’anno pone l’accento in particolare su questioni che hanno un legame diretto con il corretto funzionamento del mercato unico , quali una sana regolamentazione, le norme in materia di appalti pubblici e la stabilità del contesto normativo.
La relazione guarda avanti verso un’Unione europea in evoluzione. La nuova generazione di strumenti di spesa dell’UE, che sarà presentata nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, garantirà che il rispetto del principio dello Stato di diritto rimanga un requisito imprescindibile per i fondi dell’UE. Il sostegno finanziario dell’UE agli investimenti e alle riforme per promuovere lo Stato di diritto può offrire un reale valore aggiunto. Ciò può contribuire a uno sforzo più ampio per monitorare l’effettiva attuazione delle raccomandazioni formulate nella relazione.
Quali sono le raccomandazioni per l’Italia?
- Completare il sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure;
- Adottare la proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi e intensificare l’impegno per adottare norme complessive sul lobbying per l’istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi, compresa un’impronta legislativa;
- Intensificare l’impegno per affrontare efficacemente e rapidamente la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne;
- Portare avanti l’attività legislativa in corso affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato per l’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l’indipendenza;
- Portare avanti il processo legislativo in corso del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, evitando ogni rischio di incidenza negativa sulla libertà di stampa e tenendo conto delle norme europee in materia di protezione dei giornalisti;
- Intensificare le iniziative per costituire un’istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite.
